La transizione energetica è già iniziata. E parte dai comportamenti, non dalla tecnologia
Gli italiani non sono più 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 di energia, ma stanno già cambiando 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗶, riducendo 𝘀𝗽𝗿𝗲𝗰𝗵𝗶 e cercando maggiore 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 sui consumi. Il vero salto, oggi, è portarli da un’attivazione quotidiana a scelte più evolute e strutturali.
Una ricerca realizzata da VVA Market Research evidenzia che il 𝟳𝟬% si colloca già nei livelli più attivi nella gestione dell’energia e il 𝟳𝟵% ritiene che le proprie scelte possano incidere sulla spesa. Negli ultimi due anni, inoltre, oltre 𝟵 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂 𝟭𝟬 hanno adottato almeno un comportamento per gestire meglio i consumi e/o ridurre la spesa energetica
L’attivazione, però, è soprattutto 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲: il 𝟱𝟱% riduce sprechi e standby, il 𝟯𝟲% i consumi quotidiani, il 𝟯𝟮% sposta i consumi nelle fasce orarie più convenienti.
Molto più marginale la 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮: 𝟮𝟮% interventi di 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝟭𝟯% dispositivi 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁, 𝟭𝟮% app o sistemi di 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼.
Il tema, quindi, non è più soltanto convincere le persone ad agire. È aiutarle a fare un passo in più.
I 𝗱𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 lo confermano: il 𝟱𝟰% vuole 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗮, il 𝟯𝟲% 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝘀𝗶 dai rincari, il 𝟯𝟬% accedere a 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶. La riduzione dell’𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 pesa per il 𝟮𝟳%, ma sale al 34-35% tra gli under 45.
La sostenibilità non è sempre il punto di partenza. Può essere il risultato di motivazioni diverse che convergono nella stessa direzione: spendere meno, avere più controllo, consumare meglio.
Per il 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮, la sfida è trasformare una disponibilità già esistente in un’attivazione più consapevole, ma anche più evoluta, rendendo le scelte semplici, comprensibili e convenienti.
Il vero salto oggi non passa “dal non fare al fare”, ma dal 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 l’attenzione quotidiana in 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲 capaci di creare 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲: per i consumatori, per le aziende e per l’ ambiente.

